quasi quasi mi faccio un seflie

Narciso

Ovunque, nelle piazze, al monte, in riva al mare, frenetici i coatti viziosi della foto ti impongono deviazioni di strada, ti infilano tuo malgrado negli sfondi, in pose demenziali per il social rito delle proprie mirabili gesta quotidiane. Ma l’apice, il trionfo di un sé kitsch-patologico, decerebrato, è il sé del cosiddetto selfie, spesso strappato accanto alla più effimera faccia da tv o a un divo della nera col machete. Il nobile genere, l’autoritratto, scavato nelle pieghe di un volto ...continua
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