Diamo i numeri la matematica che serve alla Italia

Un frattale tridimensionale è più facile a farsi che a dirsi

Per procedere con le sue ricerche di geometria iperbolica Myriam Mirzakhani, prima donna al mondo a vincere nel 2014 la Medaglia Fields, ama sdraiarsi sul pavimento e riempire immensi fogli bianchi con tanti disegni: quadrati, linee, forme irregolari. Visualizzare il problema la aiuta a trovare una soluzione.

È così: visualizzare la matematica può aiutare a capirla. Proviamo: “Un frattale è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna: si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale”.

Tutto chiaro? Se la risposta è negativa Made in Math, la nuova mostra al Museo delle Scienze di Trento, può aiutare a schiarirvi le idee. Inaugurata a fine febbraio e aperta fino al 26 giugno, Made in Math catapulta il visitatore nel fantastico mondo dei numeri, attraverso un approccio ludico e una serie di bellissime installazioni interattive. Obiettivo: dare a tutti gli strumenti per comprendere come la nostra realtà quotidiana, pervasa di formule matematiche e geometriche molto più di quanto se ne abbia percezione.

Da internet alla gestione dei flussi di persone nelle grandi città, dietro la tecnologia in cui siamo immersi ci sono secoli di studio: la mostra è un viaggio nel tempo a partire dalle dispute dei pitagorici nell’Antica Grecia fino ai progetti dei matematici del futuro, tra cui tanti brillanti italiani. Nulla di noioso o pedante però: al Muse può capitare di ritrovarsi all’interno del dipinto La città ideale di Berlino di Francesco di Giorgio Martini e spostarne a piacimento il punto di vista prospettico. O di giocare con le proprie capacità di calcolo attraverso un schermo interattivo. O ancora di costruire un frattale, proprio quello della definizione . Un frattale tridimensionale, la spugna di Menger: un cubo, diviso in 27 cubi (come quello di Rubik), da cui si rimuovono i cubetti centrali e i sei di ogni faccia. E così per ogni cubetto all’infinito.

Anche qui la visualizzazione è più semplice della descrizione. Ogni visitatore potrà contribuire alla costruzione di questo origami modulare, piegando e incastrando tra loro sei cartoncini delle dimensioni di un biglietto da visita. Con la possibilità di finire nel Guinness dei primati (se si raggiungerà il quarto livello della struttura). Sembra che a Trento sia scoppiata una sorta di Menger-mania: potere della matematica, che quando è ben spiegata somiglia tanto a un bel gioco.


[Numero: 18]