Pechino il ritorno di Confucio

Perché il socialismo cinese non si riconosce nei valori universali

A caratterizzare le democrazie liberali è lo stato di diritto, un insieme di norme che regolano l’esercizio del potere per impedire che scivoli nell’arbitrio. Il crescente rilievo di paesi quali la Cina, che democrazie liberali non sono, sollecita oggi l’attenzione sul godimento dei diritti politici e civili da parte di individui che ci sono ormai sempre più prossimi. A fronte delle notizie che rimbalzano dai social media, è infatti legittimo chiedersi se la locuzione stato di diritto abbia senso con riferimento alla Cina, e poi se lo stato di diritto esista, garantendo i cittadini, o il Partito non governi piuttosto senza vincoli. Spiegare cosa si debba intendere per “stato di diritto” in Cina è dunque diventata la specialità di ogni studioso di “cose cinesi”.

La questione nasconde un paradosso: lo stato di diritto esiste in Cina, ma allo stesso tempo il Partito guida l’evoluzione dell’ordinamento giuridico. Il Segretario Generale e Presidente Xi Jinping è noto per le sue dichiarazioni su come il potere vada confinato entro una gabbia fatta di leggi, e come le forze di polizia siano un coltello che il Partito e il Popolo devono impugnare dalla parte del manico. In fondo sono idee che richiamano il sistema di pesi e contrappesi al quale si affidano le democrazie occidentali. Le differenze tra gli ordinamenti giuridici non vanno però minimizzate, anche perché contribuiscono a spiegare il ruolo del Partito. Piuttosto che di “stato di diritto” tout court occorre infatti parlare di “stato di diritto socialista con caratteristiche cinesi”.

Comprendere la specificità di questa forma di stato di diritto è più semplice di quanto non appaia: basta richiamare le interpretazioni avanzate dal Partito. Secondo i teorici del Quotidiano del Popolo (giornale organo del Comitato centrale del Partito Comunista di Cina, pubblicato in tutto il mondo) uno stato di diritto con caratteristiche cinesi consiste nel mantenere la guida del Partito, riformando il diritto secondo le esigenze della società. Si tratta di un diritto Socialista, che riflette il socialismo così come è stato interpretato e adeguato alle esigenze economiche, politiche, e sociali della Cina. La continua reinterpretazione del Socialismo è necessaria perché – secondo costoro – le specificità e caratteristiche di ogni paese esercitano un’influenza determinante sulla sua politica, economia, società, e di conseguenza sulla sua legislazione. Questo è il nodo essenziale: valori e diritti universali – concluderebbero i redattori del Quotidiano del Popolo – non riescono a riflettere queste particolarità e dunque non sono adeguati per la Cina.


[Numero: 20]