diamo i numeri la matematica che serve alla italia

Non si impara con le regole ma a risolvere i problemi

I risultati non brillanti che i nostri studenti hanno in passato conseguito nei programmi internazionali di valutazione delle competenze matematiche (il più noto è quello che corrisponde all’acronimo OCSE-PISA) devono essere attribuiti a due fattori principali: la scarsa considerazione di cui gli studi matematici hanno da sempre goduto nella nostra cultura a impianto prevalentemente umanistico e un modo di insegnare la disciplina troppo tradizionale e basato prevalentemente sull’apprendimento di regole puramente mnemoniche e prive di adeguate motivazioni. In tutto il mondo, invece, si è andato sempre più affermando negli ultimi anni il metodo del “problem solving”, cioè dell’utilizzo delle tecniche e delle conoscenze matematiche per la soluzione di problemi tratti dalle altre scienze, o dall’economia o, più in generale, dalla vita quotidiana. A partire dal 2012 il MIUR – Direzione Generale per gli Ordinamenti ha cercato di affrontare questo problema attivando un progetto nazionale dal titolo “Problem Posing and Solving” (www.progettopps.it) che si avvale di una piattaforma di apprendimento virtuale integrata con un ambiente di calcolo evoluto, un sistema di valutazione automatica e uno di “tutoring” a distanza che era stata creata nel 2008 dall’allora Facoltà di Scienze MFN dell’Università di Torino e che è una delle più avanzate oggi esistenti al mondo. È stata così creata una comunità di apprendimento di cui fanno parte i docenti di 800 scuole superiori di tutte le regioni italiane e i loro oltre 18.000 studenti che hanno lavorato in questi anni per affrontare e risolvere problemi contestualizzati utilizzando i più moderni strumenti digitali di calcolo numerico e simbolico. Nell’esame di maturità 2015 per i Licei Scientifici è stato proposto, per la prima volta nella storia della Scuola italiana, un problema contestualizzato accanto al tradizionale esercizio. I primi risultati di questa importantissima iniziativa del MIUR si sono già visti nelle valutazioni OCSE-PISA del 2014 e del 2015 dove i nostri ragazzi, invece di vivacchiare a centro classifica come era sempre avvenuto in passato sono riusciti a entrare nei top-15. L’estensione del progetto PPS a tutte le scuole italiane consentirebbe sicuramente di fare enormi progressi nelle valutazioni internazionali e fornirebbe ai nostri studenti quella che la stessa OCSE considera essere la competenza-chiave per il futuro, sempre più indispensabile per l’inserimento in un mondo del lavoro globalizzato e sempre più competitivo.


[Numero: 18]