Per favore non aprite la mia scatola nera

In un biglietto nascosto c’era la verità

“Non potevo dimenticare …”, disse Amelia in tono piangente. E terminò la frase alzando lo sguardo verso il ritratto [di George].

“Non potevi dimenticare … lui? Quel vanesio egoista, quel bellimbusto da strapazzo, quell’imbecille presuntuoso che non aveva né spirito, né educazione, né cuore? Ma come, era stanco di te e ti avrebbe abbandonata se Dobbin non l’avesse costretto a mantenere la parola. Me l’ha confessato lui stesso. Non glien’è mai importato nulla di te. Quante volte con me si divertiva a canzonarti! Si è messo a farmi la corte una settimana dopo che eravate sposati!”

“Tu menti, tu menti!”, gridò Amelia alzandosi in piedi.

“E allora guarda qui, sciocca!”, disse Becky senza perdere il suo offensivo buonumore, e, preso un biglietto dalla cintura, lo spiegò e glielo gettò in grembo. “Conosci la sua calligrafia, credo. È un biglietto che ha scritto a me … voleva che io fuggissi con lui … me l’ha dato sotto il tuo naso, il giorno prima che lo ammazzassero e … ben gli sta”, disse ancora Becky.

Amelia non l’udiva. Stava guardando la lettera. Era quella che George aveva infilato nel mazzolino e dato a Becky la sera del ballo dalla duchessa di Richmond. E Becky aveva detto la verità: quello stupido le chiedeva di fuggire con lui.

Amelia curvò il capo e cominciò a fare ciò che forse per l’ultima volta le chiediamo di fare in questa storia: cominciò a piangere. Il capo le cadde sul petto, si portò le mani agli occhi e per un po’ diede sfogo alle proprie emozioni, mentre Becky dinnanzi a lei l’osservava. Chi è in grado di analizzare quelle lacrime e di dire se si trattava di lacrime dolci o amare? Era addolorata perché il suo idolo le era crollato ai piedi in frantumi, o indignata perché il suo amore era stato in tal modo disprezzato, oppure felice perché era stata finalmente rimossa la barriera che la modestia aveva frapposto tra lei e un nuovo, vero affetto?

“Ora non c’è più nulla che mi proibisca di amarlo!, pensava. “Ora posso farlo con tutto il mio cuore. E lo farò, lo farò se soltanto egli mi perdonerà e me lo permetterà”. Di tutti i sentimenti che si agitavano nel suo cuore, questo era certamente il più forte.

E a dire la verità, non pianse neppure tanto quanto Becky si aspettava, Becky che, con una dimostrazione di simpatia straordinaria, cercava di consolarla e calmarla. La trattava come una bambina, le carezzava il capo, la baciava. “ … e adesso prendiamo penna e inchiostro e scriviamogli subito di venire”, concluse.


[Numero: 19]