Ci manca tanto una utopia

Tatlin, la torre della rivoluzione

Una torre di ferro e di vetro, a spirale inclinata e in continua rotazione. Simbolica come la Tour Eiffel, utopica come la Torre di Babele, e rivoluzionaria: sarebbe dovuto diventare il monumento alla Terza internazionale comunista. Commissionata da Lenin nel 1919, la Torre di Tatlin prende il nome dall’artista che la progettò: Vladimir Tatlin. Tatlin ideò l’opera (nel disegno a sinistra), ispirandosi ai valori della rivoluzione: una torre proletaria alta 400 metri al cui interno sarebbero state prese le decisioni politiche più importanti, per poi essere comunicate attraverso un giornale e una radio interne all’edificio. Un organismo dinamico e in movimento. Non fu mai realizzato.

Ora potrebbe prendere vita in Indonesia. A Giacarta lo studio di architettura PHL Architects ha progettato una nuova torre di Tatlin. Il principio ricorda l’originale: una torre popolare, autonoma e sostenibile per risolvere il problema del sovra-sfruttamento lungo il fiume Ciliwung, il più lungo e inquinato della capitale indonesiana. All’interno della spirale inclinata lo spazio è diviso tra appartamenti, spazi verdi comuni e ambienti per produrre gli alimenti e sostenere gli abitanti (l’immagine illustrata qui sopra). L’obiettivo è costruirla in tempo per 2019: 100 anni esatti dopo il primo progetto visionario e mai nato.


[Numero: 46]