che bella scoperta

In saccoccia

Amo il mio macchinino,

come lo chiamo rispettoso,

lo dicono i mediocri tablet, aipad...

Egli è il mio fido servitore

nonché complice, mi mette su

la musica che amo, i libri di un’intera

libreria, i film perfino e mi lascia

scrivere sul suo magico corpo sottile.

Una scoperta quasi pari

alla ruota, alle pubbliche bici gialle

che acchiappo e volo via munito

in capiente saccoccia

di esso macchinino fulgidissimo.

E mi sento insieme Einstein,

Ulisse e Fausto Coppi.


[Numero: 44]