[Sommario - Numero 41]
Un altrove
Leila Slimani
La prossima guerra
Edoardo Albinati
Va tutto bene
Chiara Gamberale
E io dissi di sì
Simonetta Agnello Hornby
Café de turin
di Maurizio Cucchi
La mia vicina Jolanda
Maurizio Maggiani
Ribellatevi: leggete breve
Massimo gramellini
Osate: leggete lungo
BRUNO VENTAVOLI
Leggere allunga l estate

La ragazza con il cranio rasato

La tempesta rabbuiò la città, spazzò via tutto il via vai della passeggiata pedonale e sospinse la morte all’interno della libreria. Si era fatto tardi e Georg Menardi stava controllando le porte di ingresso del negozio quando la ragazza con il cranio rasato, completamente fradicia, gli si piantò di fianco. Era lì per cercare riparo dal forte temporale nella libreria della galleria insieme alla sua cricca di amici. «Libri», disse con disprezzo e ne afferrò uno a caso da una catasta.

«Ehi ... prendi!» Noah di Sebastian Fitzek svolazzò di sbieco attraverso tutta la stanza come una colomba colpita da una fucilata. «Bel passaggio» esultò il più grasso del gruppo quando il thriller andò a sbattere a tutta forza contro lo scaffale dei best-seller. «Lei quindi non legge volentieri?» domandò Menardi con tono tranquillo, come se vedere giovani sbronzi giocare a frisbee con i suoi libri, dopo la chiusura del negozio, fosse la cosa più normale sulla terra.

«Leggere?» domandò lei con tono beffardo. «Ah, è questo quindi che si fa con quei cosi». «Sì, dovrebbe provare». Menardi si avvicinò a un piccolo scaffale accanto alle scale mobili. «Questo qui per esempio. Una sola frase e vorrà comprarlo all’istante». Fuori intanto tuonava. «E in caso contrario che succede?». La ragazza afferrò il romanzo. Sembrava che a qualcun altro, nel leggerlo, fosse cascato nella vasca da bagno. «Allora potrà restare qui tutta la notte e fare a pezzi tutto il negozio!». «Niente stronzate?» , il gruppetto si mise a ridere mentre lei apriva la prima pagina:

“La tempesta rabbuiò la città, spazzò via tutto il via vai della passeggiata pedonale e spinse la morte all’interno della libreria. La ragazza si raschiò la gola e la sua voce diventò più sommessa. Si era fatto tardi e Georg Menardi stava controllando le porte di ingresso del negozio quando la ragazza con il cranio rasato, completamente fradicia, gli si piantò di fianco. Era lì per ...”

Chiuse il libro all’improvviso. «Dannazione, cos’è questa roba?» «Il libro della tua vita, Clarissa. Tutto quello che ti accadrà, sta scritto qui dentro». «Idiozie». Diventò pallida. «Chi l’ha scritto?» Menardi intuì il crescente impulso di lei a sfogliare subito le pagine fino all’ultima e dovette sogghignare. «Io». «Lei?» La ragazza deglutì. «Ma come può sapere, cosa ...?» Il suo ghigno crebbe quando vide balenare negli occhi di lei la consapevolezza. Sì, lei lo aveva già visto. Sì, lei aveva visto il suo identikit sui giornali. No, lui non era un libraio. Giaceva nudo ai piedi della scala mobile.

«Non preferisci sapere perchè il tuo libro è così sottile?» domandò Menardi mentre il buio scendeva nella libreria.

Le urla di Clarissa tagliarono il buio. Lui le valutò come un «Sì» e si mise il visore notturno per portare a termine la storia.


[Numero: 41]