[Sommario - Numero 41]
Un altrove
Leila Slimani
La prossima guerra
Edoardo Albinati
Va tutto bene
Chiara Gamberale
E io dissi di sì
Simonetta Agnello Hornby
Café de turin
di Maurizio Cucchi
La mia vicina Jolanda
Maurizio Maggiani
Ribellatevi: leggete breve
Massimo gramellini
Osate: leggete lungo
BRUNO VENTAVOLI
Leggere allunga l estate

La prossima guerra

O

gni epoca ha le sue falsità fatte su misura per apparire vere a chi vive in essa.

Si considera la guerra come una forma “calda” di politica; in realtà è la politica a essere una forma “fredda” di guerra.

Nel politeismo, il Dio della Guerra era uno fra i tanti. Nel monoteismo egli è l’unico Dio.

L’inventore della lobotomia ricevette il Premio Nobel.

Lo sforzo di conferire un senso alle cose, in apparenza così nobile e umano, può rivelarsi una forma di ottusità e quasi di codardia. Ci vuole molta intelligenza per arrestare la propria ricerca nel non-senso, quanto coraggio nel soggiornarvi.

Per diventare accettabile, oggi, qualsiasi fatto o evento della vita dev’essere considerato il frutto di una libera scelta dell’individuo: inclusi il sesso a cui si appartiene e il giorno in cui si muore.

Le nostre ferite non rimarginano mai. Possiamo semmai arrivare a un punto in cui restano aperte, però cessiamo di esserne compiaciuti.

Resistere al martirio, certo; ma prima ancora resistere alle seduzioni del martirio.

Non posso discutere con gente che indossa la corazza mentre io sono nudo.

Si può raggiungere il cuore di verità di un racconto per via ascetica o per via conversativa: tagliando attraverso una ripida scorciatoia in certe pagine, in altre seguendo le strade tortuose della chiacchiera e dei pensieri divaganti.

Nella recente storia italiana, la prova di maggiore indipendenza sul piano internazionale di un politico italiano è stata quella di lasciar fuggire i responsabili dell’omicidio di un pensionato disabile.

Si fa fatica a credere a qualcosa di inspiegabile come, ad esempio, l’immagine di un uomo che cammina sull’acqua o di una ragazza che si tramuta in albero; ma una volta accettata, quell’immagine si fissa in noi in modo indelebile.

Chi vuole convincermi di ciò in cui crede, non si lascerebbe mai convincere da ciò in cui credo io.

Nel sonno finalmente ci si occupa solo di sé stessi.

La Storia serve a Dio per spiegare agli uomini quel che non capiscono a parole.

Nella nostra cultura l’emozione sostituisce la bellezza e persino la verità.

Ciò che non riusciamo a capire né a dimenticare, lo neghiamo.

Non si tratta di trovare del nuovo combustibile, ma di far bruciare alla massima temperatura quello di cui già disponiamo.

Se i nostri atti di bontà sono troppo grandi, schiacciano chi li riceve.

L’unica frase sul serio opinabile di Cristo è quella pronunciata sulla Croce: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». In realtà lo sapevano benissimo.

Per un certo periodo in Italia si è puntato il dito contro i cosiddetti “cattivi maestri”, che avrebbero traviato le menti dei loro discepoli e seguaci. Il più delle volte, al contrario, si trattava di maestri niente male, e di pessimi allievi.

L’ultimo comandamento proibisce il desiderio, ogni desiderio. Non si deve desiderare nemmeno ciò che gli altri non hanno, e perciò desiderano.

Non vi è un obbligo più noioso e frustrante del “conosci te stesso”.

Uno scienziato inglese dell’ottocento, Charles Babbage, sosteneva di aver inventato una macchina in grado di spegnere qualsiasi incendio. Ma detestando l’umanità, si teneva per sé il progetto. «Al diavolo tutti quanti! Che le loro case vadano pure a fuoco!».

Il solo escreto corporale che non riguarda la digestione, la riproduzione o il mantenimento della temperatura sono le lacrime: non servono a nulla, se non a esprimere emozioni.

La guerra a cui ci si deve preparare non sarà mai stata combattuta in precedenza. Ora ci si addestra sull’esempio di quelle che sono state vinte o perdute, per vincere ancora o evitare di perdere di nuovo. Ma la prossima avrà un nemico diverso, verrà combattuta su un terreno diverso, e saremo molto diversi anche noi, diverso il modo di proteggerci e colpire, diverso ciò che vale la pena difendere o si è pronti a sacrificare.

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