Insetti la conquista

Il mistero insoluto della zecca di Portofino

N ell’abominevole universo degli acari ematofagi, ha fatto la sua trista comparsa la Zecca Pelvica di Portofino. A differenza delle più comuni zecche del bosco e del cane, la Zecca PdP non è ancora ben studiata e siamo attualmente in possesso di due soli dati epidemiologici incontrovertibili: l’infezione di cui è portatore il protozoo trasmesso dall’acaro è a decorso infausto, e i rari casi di guarigione sono da attribuirsi esclusivamente a errori di diagnosi. Ringraziando Iddio, la Zecca PdP è un acaro piuttosto raro, la sua stessa comparsa è assai recente e gli epidemiologi concordano nel datare la prima rilevazione al 1985, allorquando è stato segnalato alle autorità sanitarie dello stato del Minnesota l’inspiegabile decesso di un giovane promotore finanziario apparentemente in ottima salute.

Accurate ricerche condussero a una recente vacanza premio in Italia dove il soggetto si era intrattenuto nell’incantevole cornice del promontorio di Portofino; la fidanzata che lo accompagnava testimoniò di come alla fine del suo soggiorno il giovane fosse affetto da violenti attacchi pruriginosi nell’area pelvica e si rivolgesse alla compagna ripetendo in tono sofferente “tick, tick, tick”, l’ignara signorina ritenne rammaricandosene che si trattasse di un disdicevole epiteto. Purtroppo l’esame autoptico non portò al rilevamento dell’acaro altamente mimetico, e così nei successivi casi rilevati. E tutt’oggi l’esistenza della variante PdP della zecca è ancora del tutto deduttiva. Ovvero, sono osservate nel mondo un congruo numero di sepsi associate al prurito pelvico denunciato nel corso di un soggiorno a Portofino. Il buon senso clinico ci dice che in assenza di difformi evidenze lì zecca ci cova. Non diversamente dal buon senso degli astrofisici che li ha condotti a dedurre l’esistenza dei buchi neri ben prima di averli potuti osservare.


[Numero: 38]