ucraina amore e guerra

L’insostenibile peso della storia nel camminoverso la normalizzazione

L’Ucraina è un Paese forte e fragile allo stesso tempo. Ci sono alcune cose che possono essere valutate ai fini di una fotografia attuale del Paese, altre che invece non si lasciano valutare facilmente. Possiamo valutare ad esempio l’incremento della spesa pubblica sulla sicurezza nazionale, ma siamo incapaci di valutare i costi delle distruzioni o delle persone scomparse, e soprattutto siamo incapaci, e lo saremo anche in futuro, di valutare l’impatto psicologico che la guerra ha sul paese. La cosa ha un peso, non solo per gli investimenti stranieri, ma anche sul consumo interno, e contribuisce a mantenere un approccio conservatore sulla spesa pubblica.

È inesatto concentrare l’attenzione sull’esiguità degli investimenti stranieri; molto più importanti sono infatti gli investimenti interni, perché sono il migliore biglietto da visita per gli stranieri. Un investitore straniero infatti guarda per prima cosa la qualità e le caratteristiche degli investimenti interni. È da lì che si giudicano i servizi, le opportunità, le potenzialità di un paese. Un elemento che sicuramente genera diffidenza agli occhi stranieri, inoltre, è la fragilità del sistema bancario: da 180 istituti di credito attualmente ce ne sono 110, e ogni settimana si assiste a nuovi processi di insolvenza. Di qui il fondamentale ruolo della Banca Mondiale e dell’Unione Europea, che richiedendo l’adozione di nuove leggi e la costruzione di istituzioni forti, può creare le precondizioni per investimenti privati. L’apparato statale ucraino in questa fase sta pensando alla privatizzazione di alcuni asset statali, ma non è dal denaro pubblico che c’è da aspettarsi un rilancio del Paese, bensì dagli investimenti privati. Poi c’è la piaga della corruzione, che non si sradica in un giorno, e anche se sono attive strutture e istituzioni finalizzate a contrastarla, non sarà una sfida facile, perché la corruzione comincia nella mente delle persone, e sono ancora pochi, in Ucraina, specialmente nel settore della politica e degli affari, che sanno operare senza farvi ricorso.

Un altro fattore che incide nella crescita è la mancanza di fiducia nelle proprie forze, del resto l’Ucraina è un paese che ha solo 25 anni, e che quindi ancora fatica a percepirsi come entità statuale autonoma. Da un punto di vista amministrativo l’Ucraina nasce nel 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, e dal punto di vista territoriale esisteva solo dal 1954. È sempre stato un Paese composto da regioni con differenti tradizioni e caratterizzato dalla convivenza di molti gruppi, dai rumeni ai polacchi, dai tatari ai russi, un paese composito che subisce molto la mancanza di fiducia nel concepirsi come un paese a sé. Nelle sue strutture politiche e amministrative, ricorda la situazione dell’Italia o di altri paesi europei prima della loro unità nazionale. E certo non aiuta l’essere stato per molto tempo parte di un impero, condizione che assorbe l’esigenza di una leadership e che al fondo alimenta un complesso di inferiorità nei confronti di un oppositore esterno. Tutte cose che rendono difficile la prevalenza di un’agenda positiva su un’agenda negativa. Scenari foschi all’orizzonte? No, non ne faccio, ma certo the game is not over, la partita non è chiusa.

(testo raccolto da Francesca Sforza)


[Numero: 35]