ndrangheta scarpe bianche e cuore nero

Aspettando Felice

Avevo un amico, era ricciuto e rossiccio, progenie del ceppo greco, si chiamava Felice, un nome improbabile nel cuore degli anni ’70, ma veniva da laggiù nelle Calabrie. Era venuto a studiare a Firenze, stava in Ognissanti con due paesani, nel mio pianerottolo, io avevo una stanza e loro quattro, come si usava allora sui nostri campanelli non c’era scritto niente. Siamo diventati amici perché l’ha fortemente voluto lui. Tornava da casa dei suoi con delle baulate di derrate e mi invitava a sparti...continua
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