perché non possiamo non dirci inglesi

Cosa c’è nel nuovo numero di Origami?

Italiani e inglesi si sono sempre attratti e respinti allo stesso tempo. Così dice Tim Parks, lo scrittore britannico che ha scelto di vivere in Italia e da più di trent’anni è un attento e ironico osservatore del nostro paese.

Il numero 32 di Origami è in edicola da giovedì e alla vigilia del referendum del 23 giugno, racconta quanto di inglese ci sia nella nostra vita. Da Shakespeare, all’ “Isola del tesoro”, ai gialli di Agatha Christie, alle spy stories di John le Carré, alle canzoni dei Beatles. Anche oggi il ritmo dell’underground londinese dà il tono. E noi non sappiamo nemmeno più quante parole inglesi sono entrate nel nostro lessico quotidiano: news, web, rock, golf, rugby, business, mail, love... Ma anche la finanza, la politica, il progetto di pace europeo, l’esperienza formativa per tanti giovani italiani all’estero. Quante cose dobbiamo al Regno Unito? Almeno dieci ce le racconta l’infografica di Vittorio Sabadin con i disegni di Paolo Masiero.

Dunque: Brexit o Bremain? Decideranno gli inglesi. Nessuno sa dire se l’eventuale uscita del Regno Unito possa dare all’Unione europea un impulso all’unità politica o se possa segnare invece l’inizio della fine.

Una sola cosa è certa: non possiamo non dirci inglesi.

Vi aspettiamo in edicola.


[Numero: 32]