Putin Possiamo fidarci di questuomo

Venivamo corteggiati ora siamo traditori: Mosca è opprimente

Chi come me si è occupato di Russia per trent’anni, e di questi trenta ne ha trascorsi qui più di quindici – attraversando fasi storiche completamente diverse - non ha paura di fare bilanci, né di dire che le relazioni russo-tedesche non sono mai state peggiori di così. E ancora: mai come adesso vivere in Russia è stato per un tedesco – in generale per un occidentale – tanto opprimente.

Nell’epoca di Vladimir Putin, l‘odio dei russi nei confronti dell’Occidente ha toccato un punto che non avevo sperimentato neanche in epoca sovietica. La Russia pensa ancora attraverso le categorie della vittoria e della sconfitta, conduce una fatale politica di autoisolamento e considera America e Europa potenze minacciose, in particolare l’Europa, di cui non manca di enfatizzare ogni crepa e scricchiolio. La Germania, un tempo molto corteggiata, è oggi guardata come un’infedele. È ritenuta un Paese ingrato nei confronti di Mosca, che pure ne avrebbe agevolato la riunificazione. Angela Merkel, da sempre rispettata come figura di spicco della politica europea, è raffigurata dai giornali russi come una moglie inacidita dai tratti caricaturali. L’accusa: ha rinsaldato l’Europa in un fronte contro Putin,il quale del resto non le ha perdonato di aver definito “criminale”l’annessione della Crimea.

Dell’antica fiducia non c’è più traccia, e anche se l’ambasciatore tedesco a Mosca non si stanca di evocare in ogni occasione l’amicizia tra i due Paesi, la collaborazione russo-tedesca è al collasso. Ci sono pochissimi progetti bilaterali, e anche il dialogo tra le società civili è in fase di stallo. Stesso vale per la cooperazione militare, che il nuovo addetto militare tedesco ha apertamente negato.

Che Angela Merkel senta nei confronti di Putin una profonda avversione è un fatto noto, ma da quando si sono registrate divergenze anche a livello dei ministri degli Esteri (Sergej Lavrov ha apertamente accusato Frank-Walter Steinmeier di aver partecipato al cosiddetto colpo di Stato in Ucraina), il rapporto risulta gravemente compromesso, anche se il governo tedesco non lo lascia trasparire all’esterno.

Tra i tedeschi non mancano coloro che si professano “Putin-Versteher” (sostenitori della causa di Putin), e lo fanno in modo forte e aggressivo. Ciò ha a che fare con un tratto profondamente tedesco: c’è uno storico e radicato senso di colpa, oltre alla tradizionale paura di una nuova grande guerra. Per evitarla si è disposti ad accettare “piccoli sacrifici” come l’Ucraina e anche a definire “comprensibili” le assurde pretese della Russia. C’è poi un’altra ragione, ed è un antiamericanismo unito alla profonda avversione per l’attuale governo, spiegabile con la paura di non veder difesi a sufficienza i propri interessi. Si tratta di una paura che Putin, con la sua propaganda in difesa della conservazione dei valori europei, sa ben fomentare. I sondaggi tuttavia indicano un’altra lettura: l’avversione alle politiche erratiche e insensibili di Putin è tra i tedeschi in deciso aumento.

In sintesi, la Germania ha la possibilità di rimanere il principale interlocutore di Mosca in Europa, ma per Berlino sarà sempre più difficile venire a compromessi e mantenere un equilibrio di interessi con l’attuale leadership russa.


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