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Non sarà un solo genio malefico ad avere la tecnologia dell’intelligenza I rischi dell’abuso però ci sono

Il problema dell’intelligenza – di cosa si tratti, come il cervello la crei e come riprodurla nelle macchine – è una delle grandi questione scientifiche di oggi, assieme al problema dell’origine dell’universo, dell’origine della vita e della natura dello spazio e del tempo. In realtà, potrebbe essere la più importante di tutte: a causa del suo ampio effetto moltiplicativo, pressoché ogni progresso nel rendere noi stessi più intelligenti o nello sviluppare macchine che ci aiutino a pensare meglio, porterà a grandi passi avanti in tutti gli altri campi della scienza e delle tecnologia. Soprattutto, la ricerca sull’intelligenza è per gli scopi della “basic science”, ovvero comprendere noi stessi e il nostro cervello, il vero strumento di cui siamo in possesso per formulare ogni possibile domanda. Questo è il momento di far crescere la ricerca sull’intelligenza, non certo di ritirarsi.

La nostra convinzione è che comprendere l’intelligenza e riprodurla nelle macchine debba andare di pari passo con la comprensione dei meccanismi del cervello e dei modi in cui la mente compie calcoli intelligenti

Il nostro Center for Brains, Minds and Machines (CBMM), finanziato dalla National Science Foundation (NSF) con 50 milioni di dollari per dieci anni, è basato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e il suo principale partner è l’università di Harvard. La ricerca del Centro integra scienze cognitive, neuroscienze, informatica e intelligenza artificiale. La nostra convinzione è che comprendere l’intelligenza e riprodurla nelle macchine debba andare di pari passo con la comprensione dei meccanismi del cervello e dei modi in cui la mente compie calcoli intelligenti. I recenti progressi e convergenze tra tecnologia, matematica e neuroscienze hanno dato nuove opportunità di sinergia nei diversi settori. Da tempo c’è il sogno di comprendere l’intelligenza. E oggi stiamo vivendo un momento entusiasmante per inseguire questo sogno, come dimostra il dibattito odierno sull’intelligenza artificiale e sui suoi rischi. La nostra missione al CBMM è quella di sviluppare un settore emergente, Scienza e Ingegneria dell’Intelligenza. Si tratta di uno sforzo scientifico che potrebbe produrre tecnologie intelligenti migliori di quelle attuali, con grande beneficio per tutta la società.

Poiché l’intelligenza è un insieme di grandi problemi, è molto poco probabile che vedremo scoperte decisive in ognuno di questi da parte di un solo genio malefico, come accade nel film Trascendence

L’intelligenza non è qualcosa di ben definito. L’intuizione di Turing andava nella giusta direzione. Con il suo test di Turing ha provato a fornire una definizione operativa di una specifica forma di intelligenza – quella umana. Eppure, ci sono così tanti aspetti dell’intelligenza umana: non presenta uno solo ma molti problemi, non c’è un solo ma molti Premi Nobel. Marvin Minsky si riferiva a questo stato di cose con il termine Society of Minds. Una nuova scienza è richiesta per progredire nella risoluzione di questa molteplicità di questioni e per sviluppare le relative tecnologie dell’intelligenza. Poiché però l’intelligenza è un insieme di grandi problemi, è molto poco probabile che vedremo scoperte decisive in ognuno di questi da parte di un solo genio malefico, come accade nel film Trascendence. Certamente però le tecnologie che stanno emergendo dalla scienza e dalla tecnologia dell’intelligenza sono molto potenti e, quindi, potenzialmente pericolose nel loro uso o abuso, come tutte le tecnologie. Dobbiamo essere responsabili e accorti.

(Traduzione dall’inglese a cura di Laura Aguzzi)


[Numero: 31]