Putin Possiamo fidarci di questuomo

Arte, il vento di Mosca

Nella città di Rostov sul Don qualche anno fa due persone uscite da un bar dopo un accessa discussione sulla filosofia di Kant si presero a coltellate . L’episodio può sembrare bizzaro se non addirittura surreale ma rispecchia l’atmosfera culturale della Russia contemporanea dove tutto prende degli aspetti estremi , dalla passione per la filosofia ,a quella per il denaro ed il lusso alla violenza di strada . Nella stessa città dove si discute cosi animatamente e letalmente sulla storia del pensieroi umano vive il giovanissimo fotografo Sergey Sapozhnikov. Pur appartenende alla genertazione digitale lui si ostina ad usare , utimo dei superstiti la pellicola e a stampare in un laboratorio vecchio stile . Le sue grandi foto sono delle composizioni fatte con sacchi di plastica e pezzi di legno che però lui costruisce come se fossero dei dipinti rinascimentali pensati da un architetto costruttivista sovietico . Invitato a presentare il lavoro al Museo Poldi Pezzoli di Milano trasformò lo scalone del museo in una specie di torre di Tatlin . Tutto questo riassume un pò l’atmosfera contemporanea in Russia oggi . Un paese dove le nuove generazioni tentano di dipanare l’ingrovigliatissima matassa dove tradizione , storia , cultura sovietica , nuovi punk e nuova economia formano dei nodi quasi inestricabili . Agli inizi degli anni 90’ avevamo artisti come Alexander Brenner che in calzoncini da box e guantoni in pieno inverno nella Piazza Rossa urlava sfidando Boris Yelsin, oppure Oleg Kulik che nudo con una catena al collo faceva il cane abbiando e mordendo chi osasse avvicinarsi. Oggi ci sono le Pussy Riots che magari hanno la stessa rabbia ma la mostrano in modo molto più rock e meno disperato. Anche se da una parte ci sono artisti come Anatoly Osmolovsky o Olga Chernysheva che credono ancora ad un arte fatta di profonde autoreferenti riflessioni oscurate dall’ombra lunga della vecchia cultura sovietica . Eppure qualcosa anche molto si muove . Giovani artisti e curatori pur non rinunciando all’intensita’ della cultura russa doc vivono il presente in moldo molto più dinamico e meno cupo . Nel Gorky Park il Garage della zarina dell’arte contemporanea Dasha Zhukova disegnato dall’architetto Olandese Rem Koolhaas ha segnato l’inizio di una nuova stagione culturale a Mosca e l’annuncio che la Victoria Foundation di Leonid Mickhelson propietario del colosso del gas Novatek ha incaricato Renzo Piano di trasformare la Ges 2, un enorme centrale elettrica, in un nuovo centro d’arte e di ricerca a due passi dal Cremlino conferma che la scommessa sul futuro della contemporaneità a Mosca ed in Russia è tutt’altro che un azzardo. Il peso del passato sembra alleggerirsi sulle spalle della nuova generazione sempre meno intimidità dalle dinamiche di un potere forse un pò datato seppur sempre efficace . Testimonianza di questa nuova atmosfera le foto dello stilista e fotografo Gosha Rubchinskiy che nel suo nuovo libro Youth Hotel sottolinea la complicata trasformazione di una cultura che dalle sculture fatte con la mollica di pane, melanconici monumenti alle file davanti ai fornai nei periodi di magra dell’era , come quelli del giovane artista Andrej Kuzkin, è passata alla fresca brutalità degli skateboard, delle feste rave ma con lo sguardo all’ altra identità russa quella asiatica . Non è un caso che le magliette della nuova collezione di Rubchinskiy abbiano scritte in cirilllico e cinesi.


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