Mare amaro

meraviglie

Ascoltavo La Mer, la quiete che inganna, l’insistere violento, il ribollire, il vago placarsi, l’idea di lampi di luce sull’acqua, i vortici. Che bellezza il fluttuare, le correnti danzanti, il vento che dialoga con le acque. E ripensavo, passando da Debussy al cimitero di Sète, a quel mare che sempre ricomincia o che, nella dolcissima canzone del “Fou Chantant”, ha riflessi cangianti quando piove. Così ho preso il treno verso l’Adriatico e una volta in riva mi sono ben disposto seduto al tav...continua
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