Mare amaro

Il sapore del salmastro forte e perduto

Tango del mare. Mare perché, questa notte mi inviti a sognar… Sì, va bene, ma la scorsa settimana al mercato Orientale di Genova le acciughe andavano a 4 euro la cassetta da cinque chili, praticamente niente, ti costa di più metterci uno a pulirle. Ci sono troppe acciughe quest’anno nel mare, non c’è più di tonni a mangiarsele e spagnoli e croati sono entrati di brutto nel mercato e hanno tirato su tutte quelle che c’erano. Il mare sono salari da ottocento euro la mesata, e ogni volta che cacci le reti lo fai come se non ci fosse domani, perché infatti non c’è di domani. Intanto in Adriatico non si vede di sardoncini, il che vuol dire che la medusa assassina del Mar Nero si è ambientata bene e s’è seccata tutto il novellame più minuto; sui banchi degli iper il pesce si divide in pescato e coltivato, il pescato è di origine sub polare o sub tropicale, il coltivato si divide in biologico e industriale. Quando sogno vedo una padellata di triglie col baffo fritte senza nemmeno sciacquarle dall’acqua del mare. Mentre soffro e non posso scordar… Domenica mattina intorno alle nove non meno di cinquantamila villeggianti si leveranno dai loro pagliericci nella splendida cornice delle Cinque Terre e per prima cosa andranno a pisciare, faranno colazione e poi torneranno al cesso per il resto; se vi date una mossa e andate a farvi un bagno alle sette, sette e mezzo, e sempreché nella notte non si sia interrotto il tradizionale refolo da terra, potrete ancora sentire nella bocca il sapore forte e pulito del salmastro. Il mio perduto amor! Una volta mi piaceva andare al mare, imbolarmi in acqua a stomaco pieno, sbucciarmi i piedi sugli scogli, persino rotolarmi nella sabbia mi piaceva; ma ero un ragazzino ignorante e non sapevo che già allora era tutto quanto una bugia. Forse sarà la musica del mare che nell’attesa fa tremare il cuor…


[Numero: 30]