maggio francese

Maggio a Nizza

Mi passavano in sogno immagini remote,

chissà perché, come un film avariato... Forse

la stagione, il maggio, un lontano ricordo

di giovinezza, ma vedevo ragazzi sfilare

con mani strette a pugno, striscioni

e su un muro la scritta il est interdit

d’interdire. Mi sfilavano in corteo le parole

di Raboni a boulevard Berthier, quando vide

“i pannelli di legno con la fotografia dell’annegato”.

Mi sono svegliato allora di soprassalto,

lievemente imperlato da un maggio

tanto più tiepido di allora. Eppure

è sempre Francia, ma l’immaginazione

è a quote bassissime. Io sono a Nizza,

dove una luce speciale e il mare

mi chiamano, indifferenti alle illusioni,

indifferenti agli anni e ai secoli.


[Numero: 29]