Ma tu ce lhai una Visione

“Tutto contro di te? Fallo lo stesso” Il metodo Musk

Se siete di quelli che «Dopo la morte di Steve Jobs non ci sono più visionari dell’innovazione», fareste bene a prendere in considerazione la storia di un uomo particolare. A 28 anni ha fondato PayPal, una multinazionale dei pagamenti, a 31 era milionario, a 37 tecnicamente fallito, un mese fa con Space X è riuscito per la prima volta al mondo a far atterrare su una piattaforma in mezzo all’oceano un razzo che aveva rifornito la stazione spaziale ISS. Ha poi venduto quasi mezzo milione di macchine elettriche di un modello, Tesla 3, che non ha ancora nemmeno prodotto, è determinato a risolvere il problema dell’energia globale attraverso i pannelli fotovoltaici di Solar City, progetta di collegare San Francisco a Los Angeles in mezz’ora con Hyperloop, un treno capace di viaggiare a 1200 chilometri orari, pensa di spedire entro i prossimi due anni una capsula su Marte, dove creare in futuro una colonia per 80 mila persone. Vi manca il fiato solo a leggere l’elenco di queste vicende? Pensate cosa dev’essere averle vissute.

L’uomo in questione, figlio di una modella e di un ingegnere elettromeccanico, è nato in Sudafrica 44 anni fa, si chiama Elon Musk e oggi, con una fortuna personale stimata in oltre 13 miliardi di dollari, è la 68 esima persona più ricca del pianeta. Tuttavia, manco a dirlo, snobba i soldi e odia i brevetti, perché più di ogni altra cosa gli interessa sfidare l’impossibile: «Se pensi che una cosa sia davvero importante», ama dire, «anche se le probabilità sono contro di te dovresti farla lo stesso».

Per capire quanto Musk abbia cercato di essere all’altezza di tale proposito bisogna tornare a otto anni fa, Natale 2008. In quel momento il mondo intorno a lui è in pezzi: sta divorziando, sono finiti i 160 milioni della vendita di PayPal, nelle casse di Tesla, la fabbrica di automobili, non ci sono nemmeno i soldi per pagare gli stipendi. Se non bastasse, dopo il terzo incidente di fila, il vettore di Space X sembra condannato ancor prima di essere riuscito ad affermarsi. Ebbene, sotto l’albero ecco i regali: l’ultima ora dell’ultimo giorno prima della scadenza, come in una favola di Dickens, a Tesla arrivano 20 milioni di dollari di fondi freschi. In parte frutto di una colletta tra amici e parenti, in parte di scommesse di investitori ancora convinti della bontà del progetto. Il 23, l’antivigilia, squilla il telefono: è la Nasa, Musk ha vinto un contratto d’appalto di 1,5 miliardi di dollari per Space X come vettore per l’ente spaziale americano. «Non ce la facevo neppure a reggere il telefono», avrebbe rievocato in seguito in un’intervista tv. «Sono solo riuscito a dire “Vi voglio bene”».

Altro che Jobs. L’unico paragone azzeccato per Musk forse è Tony Stark, il supereroe di Iron Man interpretato al cinema da Robert Downey Jr. In effetti, come ha sottolineato il regista e produttore dei film Jon Favreau, entrambe «sono persone che possono far accadere qualunque cosa». Compreso investire milioni in un progetto per alfabetizzare i bambini poveri, oppure creare con un collega OpenAi, una società da un miliardo di dollari con l’obiettivo di condividere con l’umanità i benefici futuri dell’intelligenza artificiale.


[Numero: 28]