Ma tu ce lhai una Visione

Fratello Sole, sorella Luna: così Francesco ha riconciliato la fede con la scienza

Dopo Giovanni Paolo II, e il suo «la Natura si ribellerà a quello che le stiamo facendo» e Benedetto XVI che dedica un giorno di preghiera per il creato (il primo settembre), la traiettoria arriva al culmine con Francesco e la sua Laudato Si’. È un percorso eccezionale. Per secoli la chiesa ha combattuto la scienza, mettendo sul fuoco gente come Giordano Bruno e Giulio Cesare Vanini, o minacciando di mettercela, come ha fatto con Galileo. E ora Francesco vede la luce e si converte all’ecologia. Noi non siamo Dio, ci dice. La Natura non è lì per soddisfare i nostri capricci, come per secoli abbiamo pensato. È nostra madre terra, e la dobbiamo rispettare e amare. Dobbiamo vivere in armonia con lei. E lo dobbiamo fare con la consapevolezza della scienza. La scienza che ha portato Francesco alla conversione è, appunto, l’ecologia. La visione di Francesco va ancora oltre, e parla duramente di paradigmi economici che non tengono conto della natura, e la violentano, ponendo le premesse per una crisi che potrebbe travolgerci. Questa visione, predicata da economisti come Malthus e da naturalisti come Darwin è stata dimenticata proprio dagli economisti che, incuranti dell’evidenza, predicano la crescita infinita che proprio Malthus dimostrò essere impossibile. Se cresce il capitale economico decresce il capitale naturale. Ma se stacchiamo l’economia dall’ecologia non mettiamo l’erosione dei capitale naturale nell’analisi costi-benefici delle imprese economiche. Un errore capitale.

La visione di Francesco supporta la visione dei naturalisti e, per la prima volta, scienza e religione convergono e lanciano lo stesso messaggio. Grazie a queste visioni, finalmente, tutti gli stati hanno firmato gli accordi di Parigi per limitare il riscaldamento globale. Ma un conto sono i trattati e altro conto sono i fatti. Nel recente piano della ricerca italiana, per esempio, pare che l’ambiente non ci sia. C’è il mare, ma solo per la “crescita blu”, predicata anche dall’Unione Europea. Crescere, crescere, crescere. Questa è la visione imperante. Alla quale si oppone la ragione dell’ecologia: non ci può essere crescita infinita in un mondo in cui la materia è “finita”. Quel che diventa “noi” e che si mette al nostro servizio viene sottratto al resto della natura. La curva dell’economia sale, sale, sale ma quella della natura inesorabilmente scende. Il Pil cinese aumenta ogni anno in modo vertiginoso. Ma le città chiudono perché l’aria non si può più respirare. Gli ecosistemi degradano.

Ma come si fa a rispettare quel che si ignora? C’è poca Natura nella scuola, poca ecologia. Manca la Natura nell’articolo 9 della Costituzione. Ed ecco la mia personalissima visione: un’ora alla settimana, a partire dalle elementari, i nostri bambini e poi ragazzi studiano religione. Che studino Laudato Si’: è un trattato di ecologia. Capiranno l’assurdità delle aspettative attuali e, forse, una volta adulti cercheranno di correggerle.


[Numero: 28]