tunisia la repubblica delle donne

Le donne cardine della nostra economia, ma ai Paesi europei dico: adesso non lasciateci soli

La Tunisia si è distinta tra i Paesi protagonisti delle Primavere Arabe per la sua capacità di gestire le tensioni attraverso il dialogo. L’esperienza tunisina è stata e resterà unica: la società civile si è dimostrata capace di unire il Paese e di trovare una soluzione alle sfide comuni. Il premio Nobel ha mostrato al mondo l’immagine di una nazione giovane, che non ha molte risorse economiche, ma che ha saputo, grazie al suo popolo, vincere la violenza e il terrorismo. Oggi è il momento di far fruttare questa situazione e di concentrarsi su tutti i problemi economici e sociali.

La Tunisia attraversa una fase difficile. La ripresa dovrà passare necessariamente attraverso lo stimolo agli investimenti. Per far ripartire l’economia nazionale dobbiamo scommettere sulla diversificazione, la competitività e l’apertura del mercato, così come sullo sviluppo di partnership industriali, da cui potranno derivare uno sviluppo regionale più armonioso e la creazione di impiego. La Tunisia ha superato la fase del subappalto industriale per investire nella co-localizzazione. In questo contesto si iscrive il Business Forum italo-tunisino che si terrà a Tunisi l’8 e il 9 maggio e che stiamo organizzando in collaborazione con Confindustria, l’Istituto per il Commercio Estero (ICE), l’ambasciata italiana e la Camera di commercio Italo-Tunisina. La creazione di joint-venture con gli operatori italiani permetterà alle imprese tunisine di posizionarsi meglio in diversi mercati emergenti, in particolare in Africa e in Asia.

Il settore privato deve rispondere alle aspirazioni della gioventù tunisina che esige il suo diritto al lavoro. L’Unione degli industriali si impegna a sostenere e accompagnare l’innovazione, attraverso la realizzazione di progetti innovativi da parte di giovani imprenditori, la creazione di una piattaforma digitale per l’incontro tra l’offerta e la domanda di lavoro e la revisione della formazione professionale, per fornire alle imprese un personale sempre più qualificato. La chiave del successo della Tunisia sono i nostri giovani, aperti al dialogo e che giocano un ruolo fondamentale contro l’estremismo e la radicalizzazione. Ma il futuro del Paese è soprattutto nelle mani delle giovani donne: bisogna ascoltarle e sostenere la loro presenza all’interno della società civile per combattere l’estremismo.

In particolare, la difesa della nostra rivoluzione non sarebbe certamente stata possibile senza le donne, sempre alla guida della mobilitazione. Nel 2014 abbiamo votato una nuova Costituzione: le donne erano in piazza, fianco a fianco agli uomini, per difendere i nostri diritti e quanto conquistato finora. Nessuno ha il diritto e non potrà mai modificare una sola linea della Costituzione tunisina. Le donne sono presenti oggi nelle imprese nazionali e internazionali, dove riescono a mostrare le loro capacità e competenze in tutti i settori . Il loro principale problema resta l’accesso ai finanziamenti e il nostro ruolo è quello di aiutarle a trovare nuove risorse in materia. Le donne sono la colonna portante del nostro sistema produttivo e su di loro si deve investire per rilanciare l’economia nel suo complesso.

Conteremo certamente sui nostri mezzi, sulla saggezza del nostro popolo, sull’energia dei nostri giovani e sul dinamismo delle nostre imprese ma ci aspettiamo anche un segnale forte da parte dei nostri partner stranieri e soprattutto europei per rilanciare l’economia tunisina nella prospettiva di una pacificazione regionale, attesa da una parte e dall’altra.

I nostri amici italiani sono sempre stati al fianco della Tunisia nei momenti difficili della sua storia. E lo stanno dimostrando ancora oggi.


[Numero: 27]